Osservazione di Paesaggio Mutante |05

Bosco Ospizio, agosto 2026

Come era immaginabile Bosco Ospizio è stato abbattuto per lasciare spazio a un nuovo centro commerciale. Gli alberi visibili oltre i pannelli in questa foto non ci sono più. Un bosco fatto di alberi decennali che erano casa per gli uccelli, un sottobosco abitato da piccoli animali, per la legge, protetti. Ma protetti da chi se non da noi? Chi siamo noi, che dovremmo proteggere il patrimonio naturale che ci è rimasto e invece siamo per esso una costante minaccia? La terra deve difendersi da noi, perché quelli di noi che difendono la terra non sono mai abbastanza.

Bosco Ospizio era un polmone verde in grado di abbassare le temperature estive, di assorbire CO₂, ridurre il rischio idrogeologico grazie al potere assorbente del terreno e, udite udite, rendere il paesaggio più bello, aspetto troppo spesso ignorato. Quindi, negli anni era diventato un prezioso ecosistema, per tutti. Eppure le proteste, gli appelli degli esperti e le proposte avanzate per trovare un accordo non sono servite. In una mattina qualunque uno sproporzionato dispiegamento di forze di polizia in tenuta antisommossa ha bloccato gli attivisti e scortato le ruspe all’interno del bosco (sul web si trovano immagini in quantità). Mi correggo, la mattina era una mattina qualunque, ma nei tempi utili a evitare l’intervento del Tar che avrebbe dovuto esprimersi di lì a poco sul blocco dei lavori.

Se non possiamo contare sulle istituzioni che, dai loro sicuri e intoccabili scranni, mentre autorizzano ovunque abbattimenti di alberi e cementificazione di interesse privato, ci spiegano che per il bene del pianeta dobbiamo riciclare, abbassare il riscaldamento, andare in bicicletta e non usare sporte di plastica, su chi possiamo contare? Quando riusciremo a vedere davvero quello che ci succede intorno forse cominceremo noi a chiedere e pretendere che davvero chi ci amministra si faccia un esame di coscienza e smetta di perseguire un modello consumistico di società. Ma prima è necessario che aumenti in noi la consapevolezza di quanto potere avrebbe una moltitudine di persone impegnate in questa lotta, e allora sapremo di potere e dovere contare soltanto su noi stessi. Utopia? Varrebbe la pena scoprirlo!

L’assemblea di Bosco Ospizio si definisce un’intelligenza collettiva: osservando da dentro le loro chat e partecipando alle loro assemblee ho visto persone lucide, equilibrate e collaborative come non mi era mai capitato di vedere in nessun tipo di collettivo conosciuto in passato. Il comune di Reggio Emilia ha permesso che si vanificasse il lavoro di anni di persone che con rara convinzione e onestà intellettuale hanno messo a disposizione di questa causa competenze ed energie, senza risparmiarsi. Un esempio per tutti, che sarebbe bello se facesse scuola. Un’esperienza che non si è esaurita il giorno dell’arrivo dei mezzi per la distruzione, perché questo gruppo di persone è diventato una comunità che non intende smettere di informare, aggregare, protestare.

Il bosco è stato raso al suolo con ruspe che a spintoni hanno abbattuto un albero dopo l’altro sotto gli occhi spaventati dei bambini della scuola dell’infanzia adiacente. Quel giorno sono morti insieme animali e alberi e gli animali superstiti non hanno più trovato casa. Gli impollinatori, i ricci, i pipistrelli e gli anfibi erano animali protetti che non sono stati protetti.

Bosco Ospizio rappresenta l’ennesimo tradimento di ogni principio di rispetto e conservazione della natura da parte delle istituzioni.

Boicotta Conad


Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *