Tag: Salvatore Settis

  • Osservazione di Paesaggio Mutante |03

    Modena, 2026 Secondo Salvatore Settis, nel 2012, c’era ancora motivo di sperare. Di seguito un brano da “Paesaggio Costituzione Cemento”, edito da Einaudi e pubblicato nel 2012. Siamo nel 2026 ed effettivamente è aumentata la consapevolezza, ma quando arriverà ad essere sufficiente? “<<Una quercia che cade fa molto rumore; ma una grande foresta cresce in…

  • Osservazione di Paesaggio Mutante |02

    Parco della Creatività, Modena, febbraio 2026 In questi giorni di caldo torrido e di classifiche che ci dicono quali città italiane hanno più patrimonio arboreo, Modena svetta. È possibile che nel calcolo siano inclusi gli alberelli piantati per compensare il suolo consumato, l’articolo del Post indica come unico criterio gli alberi censiti dal comune, quindi…

  • Osservazione di Paesaggio Mutante |01

    Modena, 2026 Preferirei fotografare la natura libera, o almeno gli spazi dove si esprime liberamente. Invece non riesco a smettere di guardare questa scena, un altro prato ai limiti del centro urbano devastato dall’edificazione di nuove costruzioni. La giovane pianta con sostegno parla di una vegetazione sempre addomesticata a nostro consumo, e tra la terra…

  • Giardini Privati si mostra

    Giardini privati Chiara FerrinRope gallery 11 maggio – 14 agosto 2019Inaugurazione sabato 11 maggio ore 18.00Modena, via Antonio Scarpa 18Orari della mostra: dal Lun-Ven: 18.00-19.30 Sabato 9.30-12.30/15.30-19.30Domenica su appuntamentoper maggiori informazioni tel. 3485764425 – email info@ropegallery.com  “Chiusi dentro a recinzioni che proteggono da sguardi indiscreti, considerati puro ornamento, su di loro come una scure si abbatte…

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    “Nessuno ha compreso la sofferenza esistenziale davanti alla distruzione del paesaggio meglio di un grande poeta italiano e veneto, Andrea Zanzotto. Per lui, <il paesaggio è trovarsi davanti a una grande offerta, a un immenso donativo, che corrisponde all’ampiezza dell’orizzonte. È come il respiro stesso della psiche, che imploderebbe in se stessa se non avesse…

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    “Il consumo di territorio spinge al limite estremo il distacco dalla natura, ingoiando implacabile coste e montagne, boschi e dune, allontanando la coscienza della terra che produce cibo e ci nutre. Non solo: esso devasta anche gli orizzonti socioculturali prodotti nel lungo corso dei secoli, e talora li irride salvandone con malcelato disprezzo frammenti ‘simbolici’,…