LAURA MANIONE | L’IDEA PRENDE FORMA: IL PORTFOLIO


LAURA MANIONE | L’IDEA PRENDE FORMA: IL PORTFOLIO | 9-10 MARZO 2019

 

Per informazioni e iscrizioni
foto@chiaraferrin.com
Telefono 3283260054

Scheda iscrizione

 

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Locandina Modena

 
 

Contenuti e programma

Il portfolio, ovvero una raccolta coerente e credibile delle immagini che costituiscono un lavoro o riassumono un percorso professionale di un fotografo, non è un accessorio. È ciò che rappresenta e descrive l’idea che un autore ha della fotografia. Per tale motivo, al pari della fotocamera, è uno strumento indispensabile. Occorre quindi capire quando è il caso di dotarsene, come strutturarlo, dove e in quale maniera presentarlo.
Questo workshop darà la possibilità ai partecipanti di focalizzare alcuni passaggi fondamentali nella costruzione del portfolio fotografico. Dopo una prima parte teorica supportata da esempi e proiezioni, si procederà all’analisi dei lavori presentati dagli iscritti.
La presentazione del portfolio è consigliata ma facoltativa, coloro che non ne posseggono ancora uno, potranno assistere alla lettura degli altri lavori, interagendo con la docente e i partecipanti.

Il programma del workshop si articolerà in 10 ore distribuite tra sabato 9 marzo, dalle 14 alle 18 e domenica 10 marzo, al mattino dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. La lezione frontale sarà coadiuvate dal supporto di audiovisivi.

I° Giorno
pomeriggio ore 14.00 -18.00: cos’è un portfolio, come pensarlo, costruirlo e presentarlo (prima parte)

II° Giorno
mattino ore 10-13 : cos’è un portfolio, come pensarlo, costruirlo e presentarlo (seconda parte)
pomeriggio ore 14.00 -18.00: lettura portfolio dei partecipanti

 

LAURA MANIONE

Nata nel 1968, dopo aver conseguito una laurea con lode alla Facoltà di Magistero di Torino con una tesi sperimentale sulla Storia della Fotografia, svolge da più di vent’anni l’attività di storica e critica della fotografia, di docente e di curatrice di progetti di cultura fotografica e visiva.
È direttrice dell’Archivio fotografico “Luciano Giachetti – Fotocronisti Baita” di Vercelli, ha curato mostre storiche sul lavoro femminile, sulla Resistenza, sulla Ricostruzione, sugli anni Cinquanta e Sessanta e su vari aspetti della storia e del costume. Ha scritto saggi per riviste storiche e per cataloghi di fotografia storica.
Ha curato esposizioni e scritto testi critici di fotografia contemporanea per istituzioni pubbliche e per gallerie private di città quali Torino, Venezia, Bologna, Parma.
In Francia ha partecipato alla curatela di esposizioni di fotografia contemporanea e scritto presentazioni critiche per autori italiani e francesi.
In qualità di esperta ha tenuto corsi e conferenze in diverse istituzioni e scuole pubbliche e private, fra cui il Ministero della Pubblica Istruzione, il Dams di Torino e l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (Indire).
Tiene workshop di cultura fotografica in diverse città italiane.
Dal 2016 pubblica articoli sul suo blog www.lauramanione.it

 

Dove: Teatro dei Venti via San Giovanni Bosco 150 41121 Modena

Come arrivare:

da Modena sud

Dalla stazione dei treni, autobus numero 1

fermata via Puccini, incrocio con via San Giovanni Bosco.

 

SANDRO BINI | DERIVE URBANE


SANDRO BINI | DERIVE URBANE | 19-20 GENNAIO 2019

Workshop di Street Photography

Per informazioni e iscrizioni
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Scheda Iscrizione

 

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sandro bini, derive urbane (2010) (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Deriva Urbana era il principale mezzo esplorativo dei membri dell’Internazionale Situazionista (1956-1972). La filosofia, le tecniche e le procedure della Deriva, assimilabili e integrabili con quelle della Street Photography, costituiscono la base metodologica, politica e progettuale di questo workshop, che mira a una analisi frammentaria del tessuto urbano e del vissuto sociale, all’interno di un progetto collettivo di esplorazione della città.

Finalità e Obiettivi: Il workshop ha come obiettivo quello di fornire ai partecipanti la conoscenza dei differenti approcci e strategie narrative della fotografia di strada. Il lavoro sarà finalizzato alla realizzazione di reportage collettivo su una zona della città basato sulla metodologia della Deriva Urbana situazionista. Dispense e attestato di frequenza per tutti i partecipanti.

Programma e orari

Sabato 19 Gennaio ore 15-18

Introduzione

1. La Street Photography: definizione di genere, breve storia, modelli esemplari, tecniche, strategie operative e metodologie narrative.

2. Derive Urbane: visione e commento dei lavori del docente del workshop e degli esiti di precedenti laboratori.

3. Progettazione della Deriva Urbana

Domenica 20 Gennaio

Ore 10-13 Deriva Urbana > esercitazione esterna

Ore 13-15 Pausa pranzo

Ore 15-18 Editing, verifiche e selezioni dei lavori realizzati dai partecipanti al workshop

Requisiti: conoscenza base di tecnica fotografica, qualsiasi modello fotocamera digitale (anche quella del cellulare).

 

SANDRO BINI

Fotografo, curatore, docente di fotografia, fondatore e Direttore dell’Associazione Culturale Deaphoto di Firenze, si occupa prevalentemente dell’organizzazione e conduzione delle attività didattiche ed espositive ed editoriali di Deaphoto. La sua ricerca fotografica è incentrata soprattutto sull’indagine delle relazioni fra l’uomo e il paesaggio contemporaneo e sulla dialettica critica fra percezione e fruizione dei luoghi, legata alla contestualizzazione della propria esperienza e della propria memoria. Dal 2009 è curatore del Personal Blog “Binitudini / Spazio di riflessioni visive teoriche e pratiche sul gesto fotografico contemporaneo”. Dal 2015 è curatore del Progetto “Memories no memories e di “Parole di luce / la fotografia alla radio” su Novaradio Città futura Firenze e delle rassegne “Colazioni con i fotografi” e “Un tè con i fotografi” (dal 2017) presso il Caffè Letterario Le Murate a Firenze.

http://www.sandrobini.it/project/derive-urbane–urban-drifts/

www.sandrobini.it

 

Dove: Teatro dei Venti via San Giovanni Bosco 150 41121 Modena

Come arrivare:

da Modena sud

Dalla stazione dei treni, autobus numero 1,

fermata via Puccini, incrocio con via San Giovanni Bosco.

 

VITTORIO IERVESE | ALTRO CHE INVISIBILI | IL PARADOSSO DELLE IMMAGINI SUGLI IMMIGRATI


VITTORIO IERVESE | ALTRO CHE INVISIBILI | IL PARADOSSO DELLE IMMAGINI SUGLI IMMIGRATI |

VENERDI 11 GENNAIO 2019 DALLE 17.00 ALLE 19.00

Per informazioni e iscrizioni
foto@chiaraferrin.com
Telefono 3283260054

L’incontro è a ingresso libero ed è preferibile prenotarsi scrivendo una mail a foto@chiaraferrin.com
Le prenotazioni avranno validità in base all’ordine d’arrivo.

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Fabrizio Bellomo 2012

Fabrizio Bellomo 2012

 

“Le rappresentazioni sociali, di cui gli stereotipi e i conseguenti pregiudizi sono una componente ineludibile, hanno una doppia funzione: rendono familiare lo strano e percettibile l’invisibile. Il punto è invece capire come si produce e riproduce il paradosso della in-visibilità degli immigrati, la cui rappresentazione diventa più opaca proprio a fronte della sua esposizione. Il visibile e l’enunciabile (le visible e le lisible), si potrebbe anche dire con Michel Foucault, si presuppongono e si sostengono reciprocamente ma mantengono un divario incolmabile. È proprio grazie a questo divario che le immagini si trasformano in uno strumento di potere. Le immagini contemporanee sono volatili, flessibili, predisposte per essere copiate, modificate, trasferite, risemantizzate. Esse divengono strumenti di significazione o assumono una funzione probatoria proprio per la loro capacità di organizzare la visione e la visibilità. Pertanto, piuttosto che la qualità di singole immagini specifiche, è la ridondanza e la loro capacità riproduttiva che qui ci interessa per capire i modi in cui si afferma e lavora il paradosso dell’in-visibilità.”

 

VITTORIO IERVESE

Vittorio Iervese è Professore Associato in Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali dell’Università di Modena e Reggio Emilia e Presidente del Festival dei Popoli – Istituto Italiano per il Film di Documentazione Sociale.

Ha svolto ricerche sulla cultura visuale, la sociologia visuale, la gestione dei conflitti, la comunicazione interculturale, le forme di partecipazione sociale, la sociologia dell’infanzia e la progettazione culturale. Al momento è impegnato in una ricerca internazionale sull’utilizzo delle immagini per costruire memorie narrative (SHARMED. Shared Memory and Dialogue). Oltre ai corsi universitari è titolare dell’insegnamento di “Teoria e Metodi del Documentario Storico” presso il Master in Public History.

Ha pubblicato diversi libri e saggi, tra cui recentemente:

Engrammi ed exogrammi della fotografia contemporanea. Tommaso Montanari Ed. 2017
La storia è un mucchio. Il cinema con il reale. Mimesis edizioni. 2017
con Baraldi, C. Narratives of memories and dialogue in multicultural classrooms. Analysis of workshops based on the use of photography. Narrative Inquiry. 2017
“Form is when the substance rises to the surface”. Practices, Narratives and Autopoiesis of the Festival dei Popoli. Journal of Cultural Management. 1/2016
Altro che invisibili. Il paradosso delle immagini degli immigrati. Zapruder, (40) 2016
Il falso problema del vero. La malamimesis dell’immagine contemporanea in: Dottorini D. 2013, Per un Cinema del Reale. Forme e Pratiche del Documentario Italiano.

 

Come arrivare:

da Modena sud

Dalla stazione dei treni, autobus numero 1,

fermata via Puccini, incrocio con via San Giovanni Bosco.

CESURA | PROGETTAZIONE E PUBBLICAZIONE DI UN PROGETTO FOTOGRAFICO


CESURA | PROGETTAZIONE E PUBBLICAZIONE DI UN PROGETTO FOTOGRAFICO | MODENA 28-29 APRILE 2018

Con Arianna Arcara e Luca Santese

Per informazioni e iscrizioni
foto@chiaraferrin.com
Telefono 3283260054

 


 

Il workshop ha l’obiettivo di guidare i partecipanti nella finalizzazione di un progetto fotografico. Particolare attenzione verrà data alle modalità più appropriate per selezionare le fotografie allo scopo di ultimare un progetto in relazione alla sua pubblicazione.  Attraverso l’analisi delle pratiche di Editing e Storytelling si mira a fornire gli strumenti necessari alla costruzione di un progetto fotografico finalizzato alla pubblicazione editoriale e alla progettazione e realizzazione di una mostra e di un libro fotografico. A questo scopo si darà particolare attenzione ai progetti degli studenti di cui si discuterà forma e contenuto in modo da migliorarne l’efficacia nell’ambito di competenza. Verranno approfondite le strategie di diffusione, promozione e distribuzione del propri progetti. È richiesto allo studente di presentare una selezione delle proprie immagini o un progetto in fase di realizzazione.

Giorno 1

• Introduzione a Cesura e a Cesura Publish. Perché costituire un gruppo di lavoro indipendente finalizzato alla produzione indipendente di qualità attraverso l’imposizione sul mercato editoriale internazionale e la produzione interna di prodotti editoriali librari.

• Introduzione a editing e storytelling attraverso la lettura del libro Found Photos in Detroit con approfondimento dei criteri di realizzazione dal concepimento alla realizzazione editoriale ed espositiva del progetto. Come scegliere, progettare e finalizzare un idea di progetto fotografico concretizzandolo nella realizzazione di un pubblicato editoriale, un libro e un progetto espositivo.

• Editing: la scelta delle immagini. Metodologie nell’editing secondo il genere e approfondimenti sull’ibridazione tra generi. I linguaggi del fotogiornalismo, del ritratto, dello still-life e della fotografia documentaria dialogano nella costituzione di nuovi generi ibridati. Esemplificazione attraverso l’analisi di progetti realizzati da fotografi di Cesura e del panorama internazionale.

• Storytelling: pensare una storia. Analisi dei criteri di narrazione attraverso l’utilizzo dell’immagine fotografica. Come costituire una sequenza di immagini pensata e finalizzata al racconto, alla documentazione ed all’innovazione dello stesso linguaggio fotografico nel suo utilizzo narrativo e di ricerca. Analisi delle strategie di diffusione e promozione del proprio lavoro.

Giorno 2

• Discussione sui progetti degli studenti attraverso gli elementi di critica forniti.

 

Arianna Arcara è nata a Monza nel 1984.

Ha studiato fotografia presso l’Istituto Europeo di Design dove ha ottenuto una borsa di studio per il Milwaukee Institute of Art and Design.

Dopo gli studi inizia a lavorare come assistente per il fotografo Alex Majoli e nel 2006 fonda con Luca Baioni, Gabriele Micalizzi, Alessandro Sala e Luca Santese il gruppo fotografico Cesura.

Nel 2009 è stata selezionata nella ‘’Young Blood 09 Selezione Annuale dei talenti italiani nel mondo”.

Nel 2010 ha vinto il Premio Canon Giovani Fotografi con il progetto “Woodward Silence” ed è stata selezionata per il Premio Riccardo Pezza con il lavoro

“Po/The River”.

Sempre nel 2010 espone il suo lavoro “Found Photos in Detroit” al Le Bal Space/Parigi e nel 2011 al Kulturhuset di Stoccolma.

In seguito alla mostra, nel 2012, viene pubblicato il libro “Found Photos in Detroit” che riceve diverse selezioni come miglior libro dell’anno.

Nel 2013 viene nominata per partecipare a “Plat(T)form 2013”, selezione annuale di fotografi emergenti Europei presso il Fotomuseum di Winterthur.

Nel 2014 il progetto “Found Photos in Detroit” viene esposto al Museum of Contemporary Art di Chicago e il libro viene selezionato per far parte del volume

“The Photobook: A History Volume III”.

I suoi lavori sono stati pubblicati in diversi magazine nazionali e internazionali ed esposti in diversi musei e gallerie fra quali: Spazio Forma/Milano,

Triennale/Milano, Le Bal Space/Parigi, MoCP/Chicago, Kulturhuset/Stoccolma, OGR/Torino.

Nel settembre 2014 il progetto “Carte de visite”, curato da Roberta Pagani e presentato dall’associazione Nopx vince il bando della Compagnia di San

Paolo/Torino, CAP 10152.

Nel 2015 viene selezionata per far parte del progetto epea03, European Photography Award.

 

Arianna Arcara

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luca Santese
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

Luca Santese (1985) é nato e cresciuto nell’area di Milano.
Ha studiato all’Istituto Statale d’Arte di Monza e all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
Durante gli anni dell’accademia ha iniziato a lavorare nel laboratorio di stampa di Alex Majoli e nel 2008 ha fondato con Arianna Arcara, Luca Baioni,
Gabriele Micalizzi, Andy Rocchelli e Alessandro Sala il gruppo Cesura.
Cesura é un gruppo di fotografi che produce progetti indipendenti. L’idea centrale é quella di creare un gruppo forte ed indipendente capace di produrre qualità e
ricerca in ambito artistico.
Nel 2009 é stato selezionato da Photolucida Critical Mass come nuovo talento.
Nel 2010 é stato selezionato dal premio World Press Photo con il progetto Detroit 2009-2010 e nello stesso anno ha esposto per la prima volta il progetto
Found Photos in Detroit al Le Bal Space di Parigi a cui sono seguite le esposizioni al Kulturhuset di Stoccolma, alle OGR di Torino e al MoCP di Chicago.
Nel 2011 ha pubblicato – con Arianna Arcara – il libro Found Photos in Detroit che ha collezionato sette nomination come miglior libro fotografico dell’anno
e recentemente selezionato da Martin Parr e Garry Badger per la collana: Photobook: A History Vol III, che raccoglie i migliori 200 libri fotografici dopo la
seconda guerra mondiale.
Il lavoro di Luca é stato pubblicato ed esposto in Europa, Russia e Stati Uniti.

Materiale Necessario

Per ogni studente una selezione di massimo 150/200 fotografie parte di uno o più progetti o di un portfolio personale in formato digitale (in aggiunta anche alcune stampe se i partecipanti hanno piacere)

 

Dove: Teatro dei Venti via San Giovanni Bosco 150 41121 Modena

Come arrivare:

da Modena sud

Dalla stazione dei treni, autobus numero 1,

fermata via Puccini, incrocio con via San Giovanni Bosco.

 

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Conversazione e documentazione visiva con Franco Vaccari | Conduce l’incontro William Guerrieri


SABATO 14 APRILE 2018

In collaborazione con Teatro dei Venti e Biblioteca Poletti, a cura di Chiara Ferrin,
Lo Sguardo Degli Altri presenta:

FRANCO VACCARI | CONVERSAZIONE E DOCUMENTAZIONE VISIVA |

CONDUCE L’INCONTRO WILLIAM GUERRIERI

ore 17.30 presso la Sala dell’Ex Oratorio – Palazzo dei Musei – Modena (Si accede da Viale Vittorio Veneto 5, e da da Piazzale Sant’Agostino 337)

L’incontro è a ingresso libero
Per informazioni
foto@chiaraferrin.com
Telefono 3283260054

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Franco Vaccari, Esposizione in tempo reale, lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, 1972
 

"Franco Vaccari, Esposizione in tempo reale, lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, 1972"

 

Franco Vaccari (1936, Modena) compie studi a indirizzo scientifico laureandosi in fisica. Esordisce come poeta visivo con Pop esie (1965), Entropico e Le tracce (1966). Nel 1972 è invitato a partecipare alla Biennale di Venezia, dove conquista notorietà internazionale con l’Esposizione in tempo reale # 3 “Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio”. Nelle “Esposizioni in tempo reale”, importante è il ruolo della fotografia che è utilizzata sia come documento, che come strumento per la realizzazione dell’evento, che spesso prevede il ruolo attivo dello spettatore nel dare significato all’opera prodotta. Dalle prime “Esposizioni in tempo reale”, la riflessione teorica sulla fotografia accompagnerà sempre l’attività artistica di Franco Vaccari, con la produzione di brevi saggi e pubblicazioni fra i quali l’importante “Fotografia ed inconscio tecnologico”, edito nel 1978. Oltre alle successive partecipazioni alla Biennale di Venezia del 1980 e del 1993, con due sale personali, numerose sono le esposizioni in Italia e all’estero fra le quali ricordiamo una mostra antologica nel 1984 al Museum Moderner Kunst di Vienna, la partecipazione nel 1986 alla XI Quadriennale di Roma.

Nel 1999 partecipa alla mostra “Minimalia” al PS1 Contemporary Art Center di New York, nel 2001 è a Varsavia presso il Centro per l’Arte Contemporanea, nel 2004 a Praga all’Istituto Italiano di Cultura e nel 2008 a Lugano al Museo Cantonale d’Arte. Ancora in anni più recenti partecipa a importanti esposizioni a livello internazionale fra le quali la Biennale di Gwangju (Corea del Sud) e la mostra “Strange Comfort” alla Kunstalle di Basilea. A tutt’oggi ha realizzato 45 “Esposizioni in tempo reale”, numerosi video e 28 libri d’artista.

 

William Guerrieri (1952, Modena) è fotografo e curatore, ed è stato negli anni Novanta ideatore del progetto Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea (Rubiera, Reggio Emilia). Ha curato per Linea di Confine numerose mostre fra le quali “Via Emilia. Fotografie, luoghi e non luoghi” (L’Ospitale, Rubiera, 1999/2000), “Luoghi come paesaggi. Fotografia e committenza pubblica in Europa negli anni Novanta” (Galleria degli Uffizi, Firenze, 2000), “Linea veloce Bologna-Milano” (l’Ospitale, Rubiera, 2003-2010) e con Antonello Frongia “Red Desert Now! L’eredità di Antonioni nella fotografia italiana contemporanea” (L’Ospitale, Rubiera, 2017). Ha partecipato come autore a numerose esposizioni in Italia ed in Europa e ha pubblicato monografie e saggi fra i quali “Attualità del documentario” in “Luogo e identità nella fotografia italiana contemporanea” a cura di Roberta Valtorta, Einaudi, Torino, (2013).

 
 

MAURIZIO BUSCARINO | UNA FOTOGRAFIA




MAURIZIO BUSCARINO | UNA FOTOGRAFIA | MODENA 25 NOVEMBRE 2017

RIMANDATO AL 17 MARZO 2018

scheda iscrizione Maurizio Buscarino

 

"Amleto nel cortile dell'aria" ©Maurizio Buscarino

©Maurizio Buscarino.
“Amleto nel cortile dell’aria”
Compagnia della Fortezza, Carcere di Volterra 2001

 

L’incontro con Maurizio Buscarino si svolgerà nel pomeriggio di sabato 17 marzo e sarà dedicato al racconto del suo percorso, del suo approccio col teatro e del pensiero che lo ha guidato in una ricerca costante e profonda. Non un corso di fotografia di scena, ma un’immersione nel periodo che lo ha legato alla storia del teatro contemporaneo.
Una lezione di fotografia e di cultura teatrale insieme.

Nel corso dell’incontro Maurizio Buscarino proietterà due video di montaggi sonori, “Ombre di legno” e “In cerca di luce”.

Per informazioni e iscrizioni potete scrivere a foto@chiaraferrin.com o telefonare al
328 3260054 oppure potete direttamente completare e inviare la scheda di iscrizione

“Ho sempre cercato di vedere il teatro dal punto di vista della mia estraneità, il sentimento necessario per “vedere”, come in strada, come nel gioco che facevo da bambino: quello di guardare chi viene, chi appare nella luce del campo visivo e se ne va dall’altro lato, di nuovo nel niente. Nel teatro e nella vita il niente è il senso primo e ultimo, è la quinta amniotica, il nulla, il nero. Qualcuno – ognuno – sbuca da questo nulla, attraversa uno spazio e un tempo, in un percorso più o meno complesso, per annunciare a “me” la sua scomparsa di nuovo nel nulla. Questo è il teatro: ma se ti poni da questo punto di vista è teatro anche l’attimo in cui ti guarda un capriolo nel bosco, o l’ambito interno della famiglia, o il carcere, ma anche la guerra, la piazza, le strade della città o quelle dei moderni pellegrini: è la vita nel campo del mio sguardo, che è tutto ciò che mi lega a questa vita.”
Teatro e Storia n.36-2015: Una fotografia, Maurizio Buscarino

“È essenziale stabilire un rapporto, anche senza troppe dichiarazioni d’intenti, in ore o notti di lavoro o in pochi istanti. Una premessa essenziale è sapere che la fotografia è una azione, un atto incidente e drammatico: si osserva la realtà disturbandola. Molto difficilmente la fotografia ha una connotazione umoristica. In essa si manifesta l’assenza: è un segno concreto che annuncia un’altra realtà, come una moneta d’argento che materializza il valore che si prende con la mano, per tenerselo.
Un ritratto, ma anche la sistemazione spaziale di ciò che accade nel luogo in cui si vede accadere qualcosa, non è solo il risultato di un’abilità nel manovrare gli attrezzi; non è trascurabile, ad esempio, una cultura di carattere pittorico o della storia dell’arte, che può far parte del bagaglio mentale del fotografo.
Nel rapporto di cui parlo, punto a toccare la presenza che transita dentro la maschera.
Nel teatro – il paesaggio umano che ho scelto – ho spiato la sospensione, la fatica, il sudore, la forza, ma anche l’instabilità, il timore e l’incantamento di chi compie il suo percorso nel mio campo visivo. Non mi sono sentito un’anima bella che prova il gusto della sensibilità allo spettacolo. Non volevo provare piacere, volevo capire. La mia estraneità al teatro non consisteva nel godere della finzione, ma nel vederne la realtà: la più grande e drammatica bellezza. Non mi sono sentito e non ho voluto essere un uomo di teatro, ma un uomo nel teatro.
Anche nella guerra ci sono i fotografi della guerra e i fotografi nella guerra. I primi sono fotografi aziendali, al soldo della forza. Gli altri sono fotografi che vanno a vedere ciò che accade realmente nella guerra. I primi sono quelli della guerra in Iraq, anime belle che hanno accettato di rappresentare la finzione del committente, dai quali non è venuta nessuna verità, falsi testimoni. I secondi, per esempio, sono quelli nella guerra in Vietnam – ne sono morti duecentocinquanta – che hanno contribuito in maniera importante a determinare la fine della guerra stessa, mostrandone la verità.
Ho sempre sentito l’avversione al servizio, pensando che l’onestà del mio lavoro e della mia testimonianza coincidesse con la mia piccola ma precisa necessità.”
Da un’intervista di Mariagiulia Colace.

 

 

Maurizio Buscarino (Bergamo, 1944)

Fra le firme più prestigiose della fotografia in Italia, dal 1973 produce un imponente lavoro sul teatro contemporaneo e, allo stesso tempo, una tenace e singolare rappresentazione della sua visione del mondo, restituendo immagini mirabili dal teatro europeo, americano e orientale, da Jerzy Grotowski a Tadeusz Kantor, dall’Odin Teatret a Eimuntas Nekrosius, dal teatro Kabuki al teatro nelle Carceri, dal teatro di Ricerca al teatro Lirico, dalla teatralità dei margini a quella istituzionale.
Nelle sue fotografie ogni Figura appare protagonista, collocata in un paesaggio costellato dai grandi dell’ultimo Novecento, insieme alla moltitudine degli sconosciuti. Tutti appaiono transitare sul palco dell’esistenza, ognuno nella propria fortissima unicità, ma tutti segnati da una comune appartenenza: la coscienza del rischio quotidiano dell’entrata in scena, per annunciare la propria scomparsa.

Tra i suoi libri:
Attore, Maurizio Buscarino, Regione Toscana, Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera, Pontedera (PI) 1980
La classe morta di Tadeusz Kantor, Maurizio Buscarino, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano 1981
Vola Vola Peter Pan, Maurizio Buscarino, Marco Rota, Teatro Viaggio, Bergamo 1982
Portfolio, Maurizio Buscarino, La casa Usher, Firenze 1983
Il teatro abbandonato, Maurizio Buscarino, La Casa Usher, Firenze 1985
Il popolo del teatro, Maurizio Buscarino, Electa Leonardo Arte, Milano 1999
Kantor Il circo della morte, Maurizio Buscarino, Art& Edizioni, Udine 1997
Le Marche dei Teatri, Maurizio Buscarino, (2 volumi) Skira, Milano 2000
Un figlio dello Yiddish, Maurizio Buscarino, Electa Leonardo Arte, Milano 2000
Per antiche vie, Maurizio Buscarino, Electa Leonardo Arte, Milano 2001
Kantor, Maurizio Buscarino, Electa Leonardo Arte, Milano 2001
Post Cantum/un Paese, Maurizio Buscarino, Centro Culturale Poscante, Poscante 2001
Il teatro segreto, Maurizio Buscarino, Electa Leonardo Arte, Milano 2002
La giornata libera di un fotografo, Maurizio Buscarino, Titivillus Edizioni, Corazzano (Pi)
2002/06
Dèi Pupi, Electa Leonardo Arte, Milano 2003
Buio Luce Buio, Maurizio Buscarino, Titivillus Edizioni, Corazzano (Pi) 2003
Freigang eines Photographen, Maurizio Buscarino, traduzione e prefazione di Elmar
Locher, Edition Sturzflüg, Bozen – Studien Verlag, Innsbruck 2004
Gente di Zogno/che questo tempo chiamarono antico, Maurizio Buscarino, Comune di Zogno, Zogno 2004
Baj scenologia, Maurizio Buscarino, Titivillus Edizioni, Corazzano (Pi) 2004
Il mare dietro il muro, Maurizio e Federico Buscarino, Electa Milano 2008
Il segno inspiegabile, Maurizio Buscarino, Titivillus Edizioni, Corazzano (Pi) 2008
Solo Jazz/ dal Palazzetto al Donizetti, Maurizio Buscarino e Federico Buscarino, Elleni Galleria/Press R3, Bergamo 2014

 

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scheda iscrizione Maurizio Buscarino

 

DoveTeatro dei Venti via San Giovanni Bosco 150 41121 Modena

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Dalla stazione dei treni, autobus numero 1,

fermata via Puccini, incrocio con via San Giovanni Bosco.

L’INCONTRO PREVEDE IL PAGAMENTO DI UNA QUOTA.
I POSTI SONO LIMITATI E LE ISCRIZIONI SARANNO VALIDE IN BASE ALL’ORDINE DI ARRIVO

 

 

 

TANO D’AMICO | IMMAGINI E STORIA

TANO D’AMICO | IMMAGINI E STORIA 25-26 FEBBRAIO 2017

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I POSTI SONO LIMITATI

 

tano

Tano D’Amico parlerà del rapporto tra immagini e storia, cosa succede quando si tenta di raccontare una storia attraverso l’immagine, come invadono la vita concetti come “memoria” e “poesia”, che valore ha la storia, da cosa scaturisce la forza della fotografia in rapporto all’occhio di chi guarda. Le immagini sono il mezzo con cui i popoli raggiungono la consapevolezza storica e che solo un fatto ben rappresentato può essere ricordato; l’immagine diventa così il primo simbolo del cambiamento: “[…] da più di mezzo secolo ormai si è affermato questo tipo di immagine, l’immagine che documenta, che registra. È un tipo di immagine che non ha mai cambiato niente, che non fa altro che perpetuare il modo di vedere di chi comanda. Una rappresentazione letterale della realtà non fa altro che spingere a un’ulteriore passività. Si riduce l’immagine a cosa che non ha una vita propria, che vive in funzione della didascalia”.

“[…] Si costruisce una fotografia che ostenta falsi limiti. Il falso mosso, gratuito, senza motivo, senza causa reale. Il falso fuori fuoco. Il falso buio, il falso scuro […]. Si costruisce un falso limite da cui far scaturire una falsa poesia. […]. Spesso i reportage dei nostri giorni non sono altro che raccapriccianti atlanti degli orrori. […] una immagine forse conta più per l’invisibile che c’è in essa che per le cose e le persone che fa vedere […].”

Durante il seminario, Tano D’Amico sarà disponibile a visionare il lavoro che i partecipanti decideranno di portare per una valutazione.

Tano D’Amico

Libri parole fotografie, un solo percorso di ricerca che si snoda dal 1970 a oggi. Dalle manifestazioni studentesche alla emancipazione delle donne, alla lotta per la casa, agli scioperi e alle occupazioni dove furono protagonisti donne, operai, disoccupati, studenti, sottoproletari e i loro antagonisti – quante volte loro malgrado – carabinieri, infiltrati, agenti di PS, esattori e funzionari. Tutto quello che non poteva interessare i mezzi di comunicazione di massa è rimasto nelle foto di Tano. E’ l’altra storia, l’altra faccia. Dalla parte dei senza nome, dei senza voce e senza volto: i produttori e l’esercito industriale di riserva, quelli che fanno la storia e la storia li scarica ai bordi dei suoi libri. Belli, mai miseri e meschini anche quando la miseria li inchioda alle strade e alle case, alla follia e alla violenza. L’urlo, il pugno, il lacrimogeno, la smorfia il sorriso, la dolcezza la rabbia, tutto questo e il resto concorre a ricordare e a restituire all’uomo una parte della sua bellezza. I primi soldi che Tano prese per le sue fotografie gli furono offerti dagli occupanti abusivi di case a Roma, nel mezzo della loro lotta disperata. Glieli portarono in una busta chiusa sotto una tazza di caffè adagiata su un centrino. Non avevano voluto altri fotografi che lui. Perché lui li guardava stupendi com’erano e loro senza quasi conoscerlo gli volevano bene.

Paolo Tonini

 

 

Dove: Teatro dei Venti via San Giovanni Bosco 150 41121 Modena

Come arrivare:

da Modena sud

Dalla stazione dei treni, autobus numero 1,

fermata via Puccini, incrocio con via San Giovanni Bosco.

FULVIO BORTOLOZZO | IL MONDO FATTO A MACCHINA

FULVIO BORTOLOZZO | | IL MONDO FATTO A MACCHINA 8-9 OTTOBRE 2016

Seminario di fotografia in stile documentario
Per informazioni e iscrizioni
foto@chiaraferrin.com oppure kiferr@gmail.com
Telefono 3283260054

 

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IL MONDO FATTO A MACCHINA I luoghi dal vero al verosimile
I critici che non sono fotografi spesso dividono la fotografia in due campi: uno è chiamato documentario, suggerendo che ha un accesso privilegiato alla verità e l’altro è chiamato creativo, o personale, o espressivo, suggerendo che ha un accesso privilegiato all’arte. I migliori fotografi certamente si sottraggono a questa dicotomia, capendo che rende un cattivo servizio sia alla verità sia all’arte, e anche alla integrità della fotografia, che senza distinzione di campi, è un metodo per descrivere come sembrano le cose.
John Szarkowski The Photographer in the Garden, in Viewing Olmsted, CCA/The MIT Press, Montréal 1996.
Il seminario vuole approfondire le relazioni esistenti tra l’osservazione nei luoghi e le fotografie in stile documentario che ne possono derivare.
Il fotografo, nei limiti descrittivi del suo mezzo tecnico, riduce e ordina la complessità di ciò che osserva rendendolo esperibile attraverso il trasferimento in immagini fotografiche. La differenza tra l’esperienza diretta delle cose e le fotografie che ne risultano costituisce un’iconografia “fatta a macchina” della quale si rende necessario comprendere a fondo i meccanismi teorici, tecnici e concettuali di funzionamento.
Nell’ambito del seminario, si ripercorreranno alcuni momenti fondamentali della tradizione legata alla fotografia diretta e in stile documentario. L’excursus, partendo dalla prospettiva rinascimentale, attraverserà le varie esperienze autoriali e collettive che dalle missioni ottocentesche arrivano alla neotopografia degli anni Settanta e oltre, fino alle più recenti tendenze della fotografia contemporanea.
borful@gmail.com borful.blogspot.it

 

PROGRAMMA
Il seminario è finalizzato a promuovere l’approccio dell’osservazione fotografica nei luoghi (stile documentario) e si rivolge ai quanti siano interessati ad approfondirne la storia e le principali teorie applicative. Il percorso di lavoro si svilupperà in due giornate di lezione intensiva.

 

Sabato 8 ottobre
10:00 Ritrovo e registrazione
10:15 Presentazioni e introduzione del docente
11:30 Elementi di storia, teoria e tecnica (I parte)
13:00 Pausa pranzo con discussione collettiva
14:00 Elementi di storia, teoria e tecnica (II parte)
18:00 Termine lavori

 

Domenica 9 ottobre
10:00 Elementi di storia, teoria e tecnica (III parte)
13:00 Pausa pranzo con discussione collettiva
14:00 Elementi di storia, teoria e tecnica (IV parte)
18:00 Termine seminario

 

Dove: Teatro dei Venti via San Giovanni Bosco 150 41121 Modena

Come arrivare:

da Modena sud   Dalla stazione dei treni, autobus numero 1,

fermata via Puccini, incrocio con via San Giovanni Bosco.
 

 

Fulvio Bortolozzo (aka borful) è nato nel 1957 a Torino, dove vive e lavora. Si diploma nel 1980 alla Scuola di Scenografia dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Usa la fotocamera come dispositivo di osservazione. Espone le sue fotografie in Italia e all’estero. Dal 1998 è docente nei corsi triennali dell’Istituto Europeo di Design di Torino. Nel 2008 apre il blog camera|doppia (“borful” dal luglio 2016). Dal 2009 al 2011 dà vita al progetto Osservatorio Gualino, nell’ambito del quale cura la mostra concorso Lens Based Art Show (2010). Nel 2013 fonda su Facebook il gruppo di studio We Do the Rest. Nel 2014 cura il progetto editoriale Questo Paese. Nel 2015 avvia il progetto editoriale REST. Svolge inoltre attività di formazione e consulenza nel contesto delle arti visive.