Bilanci di una prima edizione

La prima edizione si è conclusa e con lo sguardo degli altri abbiamo avuto tutti l’opportunità di immergerci in nuove visioni.
Rottura di schemi, rovesciamento di luoghi comuni, personali destabilizzazioni.
Abbiamo affondato il pensiero nella sapienza altrui, donata senza remore da professionisti di alto livello, sia sul piano intellettuale che umano.

Laura Manione | Erbario Intimo | Lo sguardo degli altri 2016/17 | © Chiara Ferrin
Laura Manione | Erbario Intimo | Lo sguardo degli altri 2016/17 | © Chiara Ferrin

 

Non è stato semplice pensare, progettare, organizzare e gestire la rassegna completamente da sola, completamente da zero. Inutile, insomma, nascondere che ci sono state alcune difficoltà, di certo più di quanto mi aspettassi. Ma va bene così, perché è stato bellissimo! Ogni cosa fatta per la prima volta paga uno scotto, ma fortunatamente sulla bilancia le soddisfazioni pesano più delle difficoltà. Questione di tempo, di fiducia. Da settembre si ricomincia e già ora sto lavorando alla prossima edizione. Quindi state lì.

Questo è il momento per fare bilanci ma anche per ringraziare.

William Guerrieri | Lectio Magistralis | La nuova fotografia degli anni '70| Lo sguardo degli altri 2016/17 | © Chiara Ferrin
William Guerrieri | Lectio Magistralis | La nuova fotografia degli anni '70| Lo sguardo degli altri 2016/17 | © Chiara Ferrin

 

Io quindi ringrazio di cuore, e non è un modo di dire, Fulvio Bortolozzo, Laura Manione, William Guerrieri, Tano D’Amico, Efrem Raimondi, Maurizio Buscarino, per la disponibilità, l’entusiasmo, la gentilezza e la fiducia con cui hanno accettato il mio invito. Ringrazio i partecipanti ai workshop per la serietà con la quale hanno affrontato il lavoro proposto e perché senza di loro non sarebbe stato possibile scrivere queste righe.
Ringrazio tutti coloro che hanno sostenuto questa iniziativa, anche solo diffondendo le notizie.
E ringrazio il Teatro dei Venti, che ha dato una casa accogliente alla rassegna.

Ci sono moltissime ragioni per lasciar perdere ma ci sono moltissime buone ragioni per continuare.

Efrem Raimondi | La sede del ritratto | Lo sguardo degli altri 2016/17 | © Chiara Ferrin
Efrem Raimondi | La sede del ritratto | Lo sguardo degli altri 2016/17 | © Chiara Ferrin

 

 

EFREM RAIMONDI | LA SEDE DEL RITRATTO

EFREM RAIMONDI | LA SEDE DEL RITRATTO 11-12 MARZO 2017

Per informazioni e iscrizioni
foto@chiaraferrin.com
Telefono 328 3260054

scheda iscrizione Efrem Raimondi

 

John Siciliano, logistica Milano Concerti. Per GQ Italia, marzo 2000.

John Siciliano, logistica Milano Concerti. Per GQ Italia, marzo 2000.

 

Due giornate piene nelle quali la parte teorica è prodotto della visione che Efrem Raimondi ha del ritratto, e che manipola l’impianto tecnico-pratico ritenendolo totalmente subordinato al vero soggetto, cioè il linguaggio: come stessimo parlando di fotografia e non solo di un genere. Anzi travalicandolo. Con un quesito specifico al quale trovare una risposta: dove risiede il ritratto? Da dove partire? Per giungere a cosa?

Zero modelle, zero modelli: saremo noi stessi artefici del percorso pratico. Perché è un workshop a tutti gli effetti, non un aperitivo.

Step 1: visione del lavoro di Efrem Raimondi, definizione delle specifità del ritratto, analisi dei cliché.

Step 2: dialogo sui contenuti del ritratto e sulle scelte apparentemente solo tecniche, tipo la luce, le ottiche, il taglio ecc, e che invece partecipano alla cifra espressiva e alla riconoscibilità, o meno, dell’autore.

Step 3: all’interno di un set predefinito i partecipanti saranno alternativamente soggetto attivo e soggetto passivo. Si scatta, ma…

Step 4: visione e editing del lavoro prodotto.

 

Cose da portare:

- una fotocamera reflex digitale, – un computer portatile se disponibile, – una chiavetta USB per caricamento file,  Volendo ma NON obbligatorio, portare un portfolio del proprio lavoro. max 20 immagini. Formato cartaceo o digitale.

I POSTI SONO LIMITATI E LE ISCRIZIONI SARANNO VALIDE IN BASE ALL’ORDINE DI ARRIVO

 

Per approfondire

http://www.efremraimondi.it/menu.php

http://blog.efremraimondi.it/

http://blog.efremraimondi.it/workshop-mi-fido-di-adesso/

http://blog.efremraimondi.it/ritratto-quattro-regole-pero/

 

Dove: Teatro dei Venti via San Giovanni Bosco 150 41121 Modena

 

Dove: Teatro dei Venti via San Giovanni Bosco 150 41121 Modena

Come arrivare:

da Modena sud

Dalla stazione dei treni, autobus numero 1,

fermata via Puccini, incrocio con via San Giovanni Bosco.

TANO D’AMICO | IMMAGINI E STORIA

TANO D’AMICO | IMMAGINI E STORIA 25-26 FEBBRAIO 2017

Per informazioni e iscrizioni
foto@chiaraferrin.com
Telefono 3283260054

 

I POSTI SONO LIMITATI

 

tano

Tano D’Amico parlerà del rapporto tra immagini e storia, cosa succede quando si tenta di raccontare una storia attraverso l’immagine, come invadono la vita concetti come “memoria” e “poesia”, che valore ha la storia, da cosa scaturisce la forza della fotografia in rapporto all’occhio di chi guarda. Le immagini sono il mezzo con cui i popoli raggiungono la consapevolezza storica e che solo un fatto ben rappresentato può essere ricordato; l’immagine diventa così il primo simbolo del cambiamento: “[…] da più di mezzo secolo ormai si è affermato questo tipo di immagine, l’immagine che documenta, che registra. È un tipo di immagine che non ha mai cambiato niente, che non fa altro che perpetuare il modo di vedere di chi comanda. Una rappresentazione letterale della realtà non fa altro che spingere a un’ulteriore passività. Si riduce l’immagine a cosa che non ha una vita propria, che vive in funzione della didascalia”.

“[…] Si costruisce una fotografia che ostenta falsi limiti. Il falso mosso, gratuito, senza motivo, senza causa reale. Il falso fuori fuoco. Il falso buio, il falso scuro […]. Si costruisce un falso limite da cui far scaturire una falsa poesia. […]. Spesso i reportage dei nostri giorni non sono altro che raccapriccianti atlanti degli orrori. […] una immagine forse conta più per l’invisibile che c’è in essa che per le cose e le persone che fa vedere […].”

Durante il seminario, Tano D’Amico sarà disponibile a visionare il lavoro che i partecipanti decideranno di portare per una valutazione.

Tano D’Amico

Libri parole fotografie, un solo percorso di ricerca che si snoda dal 1970 a oggi. Dalle manifestazioni studentesche alla emancipazione delle donne, alla lotta per la casa, agli scioperi e alle occupazioni dove furono protagonisti donne, operai, disoccupati, studenti, sottoproletari e i loro antagonisti – quante volte loro malgrado – carabinieri, infiltrati, agenti di PS, esattori e funzionari. Tutto quello che non poteva interessare i mezzi di comunicazione di massa è rimasto nelle foto di Tano. E’ l’altra storia, l’altra faccia. Dalla parte dei senza nome, dei senza voce e senza volto: i produttori e l’esercito industriale di riserva, quelli che fanno la storia e la storia li scarica ai bordi dei suoi libri. Belli, mai miseri e meschini anche quando la miseria li inchioda alle strade e alle case, alla follia e alla violenza. L’urlo, il pugno, il lacrimogeno, la smorfia il sorriso, la dolcezza la rabbia, tutto questo e il resto concorre a ricordare e a restituire all’uomo una parte della sua bellezza. I primi soldi che Tano prese per le sue fotografie gli furono offerti dagli occupanti abusivi di case a Roma, nel mezzo della loro lotta disperata. Glieli portarono in una busta chiusa sotto una tazza di caffè adagiata su un centrino. Non avevano voluto altri fotografi che lui. Perché lui li guardava stupendi com’erano e loro senza quasi conoscerlo gli volevano bene.

Paolo Tonini

 

 

Dove: Teatro dei Venti via San Giovanni Bosco 150 41121 Modena

Come arrivare:

da Modena sud

Dalla stazione dei treni, autobus numero 1,

fermata via Puccini, incrocio con via San Giovanni Bosco.

WILLIAM GUERRIERI | NUOVA FOTOGRAFIA ITALIANA FRA DOCUMENTAZIONE E RICERCA NEGLI ANNI ’70

14 GENNAIO 2017
WILLIAM GUERRIERI | NUOVA FOTOGRAFIA ITALIANA FRA DOCUMENTAZIONE E RICERCA NEGLI ANNI SETTANTA

 
L’incontro è a ingresso libero ed è preferibile prenotarsi.
Le prenotazioni avranno validità in base all’ordine d’arrivo.

Per informazioni e prenotazioni
foto@chiaraferrin.com
Telefono 3283260054

 

franco-vaccari-viaggio-sul-reno-1974Franco Vaccari, Viaggio sul Reno, 1974

 

La “nuova” fotografia italiana negli anni Settanta fra documentazione e ricerca.

Gli anni settanta sono il decennio di una svolta cruciale per la fotografia italiana, così come per quella internazionale. La Pop art e l’arte minimale americana, l’arte concettuale, la riscoperta di Walker Evans e la Biennale d’Arte di Venezia del 1972, i Nuovi Topografi americani, avranno una grande influenza sulla ricerca fotografica di una nuova generazione di autori.

 

 

William Guerrieri vive a Modena. Fotografo e curatore è stato ideatore insieme a Guido Guidi del progetto Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea.
Come fotografo, ha partecipato a diversi progetti pubblici d’indagine, fra i quali: Venezia-Marghera, (1998); Atlante 03 (MAXXI, 2003); Luoghi della cura (2004); Linea veloce Bologna-Milano (2006); Il Villaggio/The Village (2009).
Ha tenuto diverse esposizioni, fra le quali Venezia-Marghera (Biennale d’Arte di Venezia, 1997); Fotografia italiana per una collezione (Sandretto Re Rebaudengo, Torino,1997); Luoghi come paesaggi (Galleria degli Uffizi, Firenze 2000); Le Bati et le Vivant (Galleria Madga Denysz, Parigi, 2002); Atlante 03 (MAXXI, Roma, 2003); Sguardi contemporanei. 50 anni di architettura italiana (DARC/Biennale d’architettura di Venezia, Venezia, 2004); Trans-Emilia (Fotomuseum Winterthur, Winterthur, 2005); Il Villaggio/ The Village (Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur, Colonia, D, 2010-2011); Non basta ricordare (Maxxi, Roma, 2013-14), Ceramica, latte, macchine e logistica. Fotografie dell’Emilia Romagna al lavoro, MAST, Bologna (2016), Red Desert Now!, L’Ospitale, Rubiera (2016).
Ha pubblicato le monografie Oggi nessun può dirsi neutrale (Ar/Ge Kunst Edizioni, Bolzano, 1998); Zona 16 (Open Space, Milano, 1999); Where It Was (Linea di Confine, Rubiera, 2006); Il Villaggio (Linea di Confine, Rubiera, 2009), The Dairy. Images for the italian countryside, Koenig Books, London, 2015. Ha pubblicato vari saggi fra i quali “Attualità del documentario”, in Luogo e identità nella fotografia italina contemporanea. (A cura di R. Valtorta), Einaudi, 2013.

 

Dove: Teatro dei Venti via San Giovanni Bosco 150 41121 Modena

Come arrivare:

da Modena sud

Dalla stazione dei treni, autobus numero 1,

fermata via Puccini, incrocio con via San Giovanni Bosco.

LAURA MANIONE | ERBARIO INTIMO

LAURA MANIONE | ERBARIO INTIMO 12-13 NOVEMBRE

Per informazioni e iscrizioni
foto@chiaraferrin.com
Telefono 3283260054

 

erbarioModena

 

Ci sono fiori e piante che hanno un’importanza particolare per ciascuno di noi. Spesso ne conserviamo esemplari essicati, creando nel tempo una sorta di collezione domestica e sentimentale, custodita da libri, buste o cassetti.
Perché allora non pensare anche alla costruzione di un erbario fotografico, in cui la simbologia privata si mescoli con gli straordinari esempi forniti dall’iconografia scientifica e artistica?
Perché non trasformare comuni frammenti di natura in immagini colme di significato, immagini in grado di svelare con grazia l’esistenza di una dimensione segreta nella nostra storia personale?
Nel corso di due giorni, questo stage-laboratorio inviterà i partecipanti a trasformare la loro idea di erbario in un progetto fotografico intimo, strutturato e coerente.
La parte teorica consiste in una proiezione che introduce la botanica quale campo di indagine nella Storia dell’Arte e della Fotografia.
Si partirà con esempi tratti, fra i tanti, da tempere di Jacopo Ligozzi o da dipinti a olio di scuola italiana e fiamminga, fra cui Mario Nuzzi detto Mario de’ Fiori o Jan Brueghel Vecchio e Jan Brueghel Giovane, in cui si tratterà la nascita del genere della natura morta, per procedere poi alla descrizione dell’importanza della pittura floreale cultura occidentale dopo la scoperta dell’America, fino ad accennare alle mode quali il “tulipanismo” olandese o alla nascita delle scuole ottocentesche di Vienna e Lione.
Individuati, quindi, i tre grandi filoni di ricerca artistica legati al mondo di fiori e piante, ovvero il filone scientifico, decorativo e simbolico, la proiezione darà ampio spazio alla fotografia, dai primi esperimenti di Talbot, fino al pittorialismo, al modernismo e agli autori contemporanei che guardano alla botanica come campo di indagine. Per citare alcuni esempi, saranno mostrati lavori di Karl Blossfeldt, Imogen Cunningham, Edward Weston, Josef Sudek, Minor White, Irving Penn, Robert Mapplethorpe, Joan Fontcuberta, Thomas Struth, Urs Lüthi. La visione delle immagini permetterà una discussione approfondita sulle potenzialità della fotografia come mezzo di espressione.
Nella parte pratica saranno proposte esercitazioni in esterno, sulla base dei concetti trasmessi durante la proiezione ed estrapolati da argomenti sondati da scrittori e studiosi di botanica.
Al termine delle riprese, si affronteranno questioni relative alla valutazione e all’organizzazione degli scatti realizzati.

Il laboratorio è indirizzato ad adulti che usino la fotografia come mezzo espressivo o a persone interessate alla cultura fotografica e alle arti visive.
Non sono richieste particolari attrezzature e – soprattutto – non sono ammesse attrezzature invasive del luogo ospitante. Potranno essere utilizzate fotocamere reflex, compatte o semplici smarphone dotati di fotocamera.

Quota di iscrizione 100 euro.

Programma

 

Sabato 12 novembre

Mattino (h. 14 – 18)

- conoscenza dei partecipanti

- descrizione del corso e delle sue finalità

- brevi cenni di storia dell’arte e di storia della fotografia

- “Erbario intimo”: dall’idea al progetto fotografico

 

Domenica 13 novembre

Mattino (h. 10 -13): riprese in esterna

Pomeriggio (h. 14 – 18.30): valutazione dei lavori: editing

 

Docente: LAURA MANIONE

Nata nel 1968, laureata con lode alla Facoltà di Magistero di Torino con una tesi sperimentale sulla Storia della Fotografia, svolge attività di storica e critica della fotografia ed è direttrice dell’Archivio fotografico “Luciano Giachetti – Fotocronisti Baita” di Vercelli. Ha curato mostre storiche sul lavoro femminile, sulla Resistenza, sulla Ricostruzione e sull’ambiente rurale vercellese, sugli anni Cinquanta e Sessanta e su vari aspetti della storia e del costume. Ha scritto saggi per riviste storiche e per cataloghi di esposizioni fotografiche.

Ha tenuto corsi e conferenze per il ministero della Pubblica Istruzione, per il Dams di Torino e per varie istituzioni e scuole pubbliche e private.

Ha scritto diversi testi critici e curato esposizioni di fotografia contemporanea per istituzioni pubbliche e per gallerie private di Torino, Venezia, Bologna.

In Francia ha partecipato alla cura di esposizioni di fotografia contemporanea e scritto presentazioni critiche per autori italiani e francesi.

Suoi testi di critica sono stati pubblicati su cataloghi in Italia (Piemonte, Emilia Romagna e Toscana) e in Francia (Lione, Nantes, Bordeaux).

Pubblica articoli sul suo blog www.lauramanione.it

Ha ideato con Stefano Ghesini in progetto didattico FOLC – Fotografia Laboratorio Concettuale

 

Dove: Teatro dei Venti via San Giovanni Bosco 150 41121 Modena

Come arrivare:

da Modena sud

Dalla stazione dei treni, autobus numero 1,

fermata via Puccini, incrocio con via San Giovanni Bosco.

FULVIO BORTOLOZZO | IL MONDO FATTO A MACCHINA

FULVIO BORTOLOZZO | | IL MONDO FATTO A MACCHINA 8-9 OTTOBRE 2016

Seminario di fotografia in stile documentario
Per informazioni e iscrizioni
foto@chiaraferrin.com oppure kiferr@gmail.com
Telefono 3283260054

 

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IL MONDO FATTO A MACCHINA I luoghi dal vero al verosimile
I critici che non sono fotografi spesso dividono la fotografia in due campi: uno è chiamato documentario, suggerendo che ha un accesso privilegiato alla verità e l’altro è chiamato creativo, o personale, o espressivo, suggerendo che ha un accesso privilegiato all’arte. I migliori fotografi certamente si sottraggono a questa dicotomia, capendo che rende un cattivo servizio sia alla verità sia all’arte, e anche alla integrità della fotografia, che senza distinzione di campi, è un metodo per descrivere come sembrano le cose.
John Szarkowski The Photographer in the Garden, in Viewing Olmsted, CCA/The MIT Press, Montréal 1996.
Il seminario vuole approfondire le relazioni esistenti tra l’osservazione nei luoghi e le fotografie in stile documentario che ne possono derivare.
Il fotografo, nei limiti descrittivi del suo mezzo tecnico, riduce e ordina la complessità di ciò che osserva rendendolo esperibile attraverso il trasferimento in immagini fotografiche. La differenza tra l’esperienza diretta delle cose e le fotografie che ne risultano costituisce un’iconografia “fatta a macchina” della quale si rende necessario comprendere a fondo i meccanismi teorici, tecnici e concettuali di funzionamento.
Nell’ambito del seminario, si ripercorreranno alcuni momenti fondamentali della tradizione legata alla fotografia diretta e in stile documentario. L’excursus, partendo dalla prospettiva rinascimentale, attraverserà le varie esperienze autoriali e collettive che dalle missioni ottocentesche arrivano alla neotopografia degli anni Settanta e oltre, fino alle più recenti tendenze della fotografia contemporanea.
borful@gmail.com borful.blogspot.it

 

PROGRAMMA
Il seminario è finalizzato a promuovere l’approccio dell’osservazione fotografica nei luoghi (stile documentario) e si rivolge ai quanti siano interessati ad approfondirne la storia e le principali teorie applicative. Il percorso di lavoro si svilupperà in due giornate di lezione intensiva.

 

Sabato 8 ottobre
10:00 Ritrovo e registrazione
10:15 Presentazioni e introduzione del docente
11:30 Elementi di storia, teoria e tecnica (I parte)
13:00 Pausa pranzo con discussione collettiva
14:00 Elementi di storia, teoria e tecnica (II parte)
18:00 Termine lavori

 

Domenica 9 ottobre
10:00 Elementi di storia, teoria e tecnica (III parte)
13:00 Pausa pranzo con discussione collettiva
14:00 Elementi di storia, teoria e tecnica (IV parte)
18:00 Termine seminario

 

Dove: Teatro dei Venti via San Giovanni Bosco 150 41121 Modena

Come arrivare:

da Modena sud   Dalla stazione dei treni, autobus numero 1,

fermata via Puccini, incrocio con via San Giovanni Bosco.
 

 

Fulvio Bortolozzo (aka borful) è nato nel 1957 a Torino, dove vive e lavora. Si diploma nel 1980 alla Scuola di Scenografia dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Usa la fotocamera come dispositivo di osservazione. Espone le sue fotografie in Italia e all’estero. Dal 1998 è docente nei corsi triennali dell’Istituto Europeo di Design di Torino. Nel 2008 apre il blog camera|doppia (“borful” dal luglio 2016). Dal 2009 al 2011 dà vita al progetto Osservatorio Gualino, nell’ambito del quale cura la mostra concorso Lens Based Art Show (2010). Nel 2013 fonda su Facebook il gruppo di studio We Do the Rest. Nel 2014 cura il progetto editoriale Questo Paese. Nel 2015 avvia il progetto editoriale REST. Svolge inoltre attività di formazione e consulenza nel contesto delle arti visive.

 

 

LO SGUARDO DEGLI ALTRI

Da ottobre a maggio, a Modena, una rassegna di cinque incontri con cinque nomi della fotografia italiana. Seminari e workshop per studiare e approfondire, scoprire nuovi sguardi e scoprirsi in nuove visioni. Per info e iscrizioni foto@chiaraferrin.com mobile 3283260054

FULVIO BORTOLOZZO 8-9 OTTOBRE 2016

LAURA MANIONE 12-13 NOVEMBRE 2016

TANO D’AMICO 25-26 FEBBRAIO 2017

EFREM RAIMONDI 11-12 MARZO 2017

MAURIZIO BUSCARINO DATA DA DEFINIRE

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